Intervento di Toni Muzi Falconi, appunti su il barbiere di StalinPaolo ha parlato di cultura della attuazione per la prima volta nel 1990 di fronte a una platea che parlava di forma partito. Questo per dare una dimensione della follia e della innovazione potenziale del libro. Vi consolerà sapere che un recente sondaggio dice che il 27% delle persone ritiene che la responsabilità della crisi attuale sia propria. Perché viviamo al di sopra dei nostri mezzi. "Le microscissioni nel mio mestiere sono pane quotidiano: faccio il relatore pubblico - RP: rappresento le organizzazioni presso i loro pubblici influenti. Noi relatori pubblici intermediamo le relazioni. Il mestiere più ambiguo possibile. Tant’è che in esso ci sono tre livelli di etica:
 L’ambiguità , nel mondo in cui vivo il mio lavoro, è formulata nel tema del discorso ricorrente: ‘si, ma’, si da atto di qualcosa che non va e immediatamente dopo si porge una argomento che nega la precedente ammissione. Il mio mestiere è simile a quello dell’avvocato: tutti hanno diritto alla difesa, tutti hanno diritto a rappresentare i propri argomenti di convincimento. Nella postfazione che ho scritto per Il barbiere di Stalin parlo dunque delle organizzazioni, che sono il mio pane quotidiano. Il libro parla di noi RP che redigiamo i bilanci sociali delle organizzazioni. Ci sono notevoli sviluppi sul fronte della responsabilità aziendale: è stato rinviato a giudizio per omicidio l’amministratore delegato della Thyssen di Torino per l’incidente in cui rimasero uccisi alcuni operai. Il libro estende, correttamente a mio avviso, la responsabilità corporate alla amministrazione pubblica – PA ed al non profit: ci sono molti disastri nel settore privato, quelli nel settore pubblico e nel settore sociale sono peggio. Collocazione aziendale della funzione di responsabilità aziendale (ormai si è tutti d’accordo nel lasciar cadere il ‘sociale’ e di parlare di corporate responsibility). Noi riteniamo che il responsible management implichi l’inclusione dei pubblici rilevanti: ci si metterà di più a prendere una decisione, ma essa sarà poi attuata con maggiore rapidità ed efficacia. Questo è molto importante in tempi in cui la tempistica (rapidità ) di intervento è cruciale alla desiderabilità stessa dell’intervento. Vi è infine il tema della muldimensionalità delle opinioni dell’individuo. È la tematica sulla società contemporanea portata avanti da Bauman: ciascun individuo ha tanti ruoli: investitore e risparmiatore, lavoratore e utente, cittadino, pedone e automobilista. Noi ci proponiamo come governatori delle opinioni. Nella ipotesi che alle opinioni seguano comportamenti ad esse coerenti. Definiamo i pubblici sulla base delle loro opinioni. Ma se l’individuo cambia la propria opinione in funzione delle circostanze, non è più possibile definire i pubblici in maniera stabile. Se le opinioni non si traducono in comportamenti, i pubblici non esistono più e noi mediatori delle relazioni tra organizzazioni e pubblici, siamo disintermediati. Toni Muzi Falconi, PR Specialist e docente |










