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Il valore della concorrenza: “Grazie per avere SCELTO Alitalia-Airone†Â
Il barbiere di Stalin sostiene un'equa concorrenza, basata sul merito positivo e sulle regole pubbliche, come valore sociale e politico. Si invitano i milioni di italiani che già lavorano in regime di concorrenza a far pesare tale loro stato: la concorrenza spietata è quella che non c'è, nel lavoro non rendicontato, nelle attività protette e non valutate.  Nel libro si sostiene che nel lavoro e nella società siamo un po’ tutti barbieri di Stalin ed abbiamo tutti una responsabilità nella confusione che ci circonda. Il problema economico e sociale che identifico nel libro è l’assenza di rendiconto del proprio lavoro. Tanti lavori non si sa cosa producano, non si sa se producano in maniera economicamente vantaggiosa e non si sa se la società è veramente disposta a pagare per essi.  Si tratta del lavoro svolto nei settori protetti dalla concorrenza, nel settore pubblico e nei settori protetti, regolamentati e scarsamente soggetti a vigilanza dove c’è una grossa evasione del lavoro. Ecco che si delinea un grosso spartiacque nel mondo del lavoro: chi è soggetto a concorrenza da conto del proprio lavoro, mentre chi non vi è soggetto raramente da conto del proprio lavoro.  Per “Il barbiere di Stalin†la concorrenza è un valore positivo mentre nei discorsi generici la concorrenza viene sempre richiamata come spietata. Questa è il modo di vedere la concorrenza sia a destra che a sinistra. Questo libro entra nel dettaglio, fa i conti e mostra come oltre due terzi degli italiani siano soggetti a concorrenza e non ne muoiano. Mostra altresì che un terzo dei lavoratori italiani non è soggetto a concorrenza e non da conto del proprio lavoro. Presenta casi di concorrenza assente e di danno ai cittadini. Lo spettro della concorrenza viene spesso agitato dai pochi a danno dei molti. Eppure ci sono settori della società nei quali la concorrenza – e perfino la globalizzazione – vengono accettate senza discussione: si pensi al mondo del calcio, per esempio.  Nonostante ciò la concorrenza non è un valore sociale né politico. Nessuna forza sociale e nessuna forza politica (partito politico o organizzazione sindacale) fa della concorrenza un valore guida. Mi sembra che i cittadini soggetti a concorrenza vivano questa condizione in modo inconsapevole. I rappresentanti sindacali e datoriali dei 17 milioni di lavoratori soggetti a concorrenza potrebbero usare la concorrenza nei propri negoziati verso il governo e verso le altre categorie. E questo non solo nelle cose che li riguardano direttamente, ma potrebbero per esempio sostenere la introduzione di meccanismi di misurazione della efficienza nei settori non soggetti a concorrenza. Per concorrenza non intendiamo certo lo sgambetto tra colleghi né l’assenza di regole dello Stato, anzi appare che lo Stato sia assente nel vigilare e nell’attivare meccanismi di concorrenza nei settori protetti e garantiti.  Tra i lavoratori soggetti a concorrenza la distinzione padrone-operaio è molto meno importante della distinzione tra chi è soggetto e chi non è soggetto a concorrenza. Questi argomenti si trovano svolti nei primi cinque capitoli del libro nei quali si racconta il lavoro nei diversi settori dell’economia: capitolo 1, i grandi monopoli e le grandi imprese poco soggette a concorrenza; capitolo 2, le imprese soggette a concorrenza nazionale ed internazionale, tra queste sono incluse le piccole e le micro-imprese; capitolo 3, l’amministrazione pubblica; capitolo 4, la politica; capitolo 5, il cosidetto terzo settore, le attività senza scopo di lucro. Nel capitolo 6 si esplicita il valore della concorrenza e le conseguenze sociali della sua assenza.  È nelle sezioni finali del capitolo 2 ed in tutto il capitolo 6 che vengono svolti gli argomenti più rilevanti per il mondo del lavoro dei lavoratori soggetti a concorrenza. Nel capitolo 7 ci sono delle incursioni nel territorio della politica e della società italiana di oggi odierna. Il capitolo 8 si rivolge al privato, oltre il ruolo lavorativo. Il capitolo 9 contiene delle riflessioni di economia aziendale.  Grazie per aver SCELTO Alitalia-Airone (dal blog del barbiere)  Â
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